Svezzamento o autosvezzamento? Mamme in crisi per le prime pappe!

Ebbene sì, malgrado il nostro tentativo di mostrarci distaccate, moderne, equilibrate, noi mamme entriamo in crisi non appena comincia lo svezzamento dei nostri figli. Mangia? Mangia abbastanza? Mangia tutto? Cresce?

Mi ricordo il depliant di una nota marca di omogeneizzati che insinuava il dubbio che il cibo preparato in casa non fosse sminuzzato a sufficienza per i primi pasti del bambino. Santo cielo, mi sono detta (ero ancora incinta): se preparo gli omogeneizzati in casa rischio di far soffocare mia figlia?

Man mano che la gravidanza andava avanti e man mano, poi, che vedevo mia figlia crescere mi rendevo conto di come sia facile far leva sulle nostre paure di mamme. Anche in questo caso, prontamente, la pediatra mi riportò alla lucidità.

Mia figlia non mangiava moltissimo, è vero. Preferiva due biberon di latte ad una minestra, d’accordo. Però cresceva, bene ed era strapiena di energie (anche troppe rispetto alla mia capacità di starle dietro). Così alla fine, mi ritrovai io a rassicurare le maestre del nido, preoccupate del suo scarso interesse per il cibo (ad eccezione di quella volta che trovò interessante spalmarsi le carote in testa).

Oggi molte mamme e molti pediatri preferiscono avere un approccio sereno nei confronti dello svezzamento. Non solo sono a favore di pappe e omogeneizzati fatti in casa, ma anche del così detto autosvezzamento. In pratica, si tratta di dare spazio alla naturale curiosità del bambino per i cibi dei grandi, permettendogli di assaggiarli ed eventualmente consentendogli un pasto diverso da quello previsto per la sua età.

Diamo naturalmente per scontato che una famiglia che si interessi di autosvezzamento, chiamato anche alimentazione complementare a richiesta, sia una famiglia con una dieta sana e variata, non dedita insomma a consumare il cosìdetto cibo spazzatura (troppi grassi, fritti e bevande gassate e zuccherine). Seguire l’autosvezzamento, però, teniamolo presente, non significa lasciare libero accesso a crostacei, fragole e frutta secca, che possono scatenare allergie.

A pensarci bene, l’intera famiglia può beneficiare di questa disponibilità ad accogliere il piccolo alla tavola dei grandi. Io per prima, per esempio, per abituare mia figlia ad una corretta alimentazione sto modificando radicalmente la mia. Unica eccezione che mi vede ancora fuori controllo: la cioccolata. Mi sto però indirizzando da tempo verso quella fondente e con pochi ingredienti (il periodo pasquale ovviamente non fa testo).

Mariantonietta

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2 pensieri su “Svezzamento o autosvezzamento? Mamme in crisi per le prime pappe!

  1. Ciao, sono capitata qui per caso, io ho fatto autovezzamento con entrambe le mie figlie ed è la cosa migliore che ci sai capitata.
    Però devo muovere una critica, questa frase “Seguire l’autosvezzamento, però, teniamolo presente, non significa lasciare libero accesso a crostacei, fragole e frutta secca, che possono scatenare allergie” non ha nessun senso. Tipica frase che sembra suggerire che se mangi i cibo X ti viene l’allergia… Ma non è così! Non c’è alcun problema a dare ai bambini le fragole, quando è estate e sono di stagione, belle, buone e succulente, e la frutta secca, magari schiacciata o premasticata, è una fonte ottima di nutrenti. Idem per i crostacei, che problema vuoi che abbiano? Uovo, latte vaccino, pomodori… niente di tutto ciò ha senso che venga introdotto dopo. Se ci sono allergie in famiglia allora è sacrosanto prestare particolare attenzione (senza necessariamente ritardare), ma altrimenti non serve a niente. Al contrario, ultimamente si dice che prima i cibi si mangiano, più improbabile è che allergie si manifestino.
    Ciao. Aurie.

  2. Gentile Aurie, chiedo scusa per il ritardo con cui rispondo al tuo commento che, evidentemente, mi era sfuggito.

    Credo che sia importante in questi casi fidarsi del proprio pediatra e seguire le sue indicazioni.

    Nel mio caso, per fare un esempio, io e mio marito non siamo allergici a nulla, ma la piccola al primo assaggio di noce ha sviluppato una forte orticaria.

    Abbiamo dovuto sospendere frutta secca e cereali per un bel po’. Adesso che è più grande li mangia senza problemi.

    A volte i piccolissimi manifestano intolleranze che poi vengono superate, ecco perché alcuni pediatri, tra cui la mia, suggeriscono una certa attenzione.

    Attenzione, ovviamente, non allarmismo ingiustificato :)

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